Impianto elettrico da rifare: quando è necessario e quanto costa
In una casa degli anni Settanta o Ottanta l'impianto elettrico è spesso il lavoro nascosto che decide il budget di una ristrutturazione. Non si vede, ma determina sicurezza, potenza disponibile e, se non è in regola, anche la possibilità di fare altri lavori. Ecco come capire se va rifatto e quanto pesa sul preventivo.
I segnali che l'impianto è da rifare
Salta il contatore appena accendi forno e lavatrice insieme, ci sono poche prese e molte ciabatte, i fili sono rigidi o rivestiti in tessuto, il quadro non ha salvavita o ha fusibili a vite, le prese sono senza messa a terra. Sono tutti segnali di un impianto pensato per consumi molto più bassi di quelli di oggi. Un controllo di un elettricista abilitato dice se basta un adeguamento o serve un rifacimento completo.
Cosa deve consegnare l'installatore: la dichiarazione di conformità
Per un impianto nuovo o rifatto il DM 37/08 prevede che l'installatore abilitato rilasci la dichiarazione di conformità, con gli allegati. È il documento che dimostra che l'impianto è stato eseguito a regola d'arte, e va conservato: serve per la vendita, per i contratti di fornitura e per eventuali detrazioni. Un impianto senza dichiarazione di conformità è un problema da sistemare, non un dettaglio.
Dati medi pubblicati per il 2026: tra 25 e 40 euro al metro quadro in alcuni listini, fino a 65-90 euro al metro quadro (media di circa 78) secondo altri parametri basati sulla norma CEI 64-8. Per un appartamento di 100 mq le stime vanno da circa 3.000 a 10.000 euro, con impianti base intorno a 4.500-6.000 euro. Il quadro elettrico da solo, 250-400 euro. Sono valori medi nazionali, non un prezzo Amato Andreas.
Perché le stime sono così diverse
Contano il numero di punti luce e prese, la posa sottotraccia o in canaletta, la potenza richiesta, la domotica, la necessità di rompere pavimenti e pareti e il rifacimento di intonaci e tinteggiature dopo. Per questo il costo più affidabile è quello di un preventivo che elenca i punti (luce, prese, interruttori) e la dotazione del quadro, non una cifra al metro quadro.
Il momento giusto: prima di pavimenti e bagno
L'impianto elettrico si rifà quando le pareti sono già aperte: nel pieno di una ristrutturazione costa meno che farlo dopo e non obbliga a ripristinare finiture appena fatte. È uno dei motivi per cui, in una ristrutturazione completa, conviene decidere subito se rifare anche impianto idraulico e riscaldamento. Dei costi complessivi e del bonus parliamo nel nostro articolo sul costo della ristrutturazione.
Vuoi evitare il capitolo impianti e partire da una casa nuova? In via Mirabelli, a Pesaro, impianti, quadro e dichiarazioni di conformità sono parte del progetto: ti mostriamo la documentazione e ne parliamo con i tuoi numeri.
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